
12) Il movimento.
Viene sviluppato il principio metafisico che ci che si muove sia
sempre mosso da qualcosa. A questo punto Aristotele afferma
l'impossibilit di procedere all'infinito e introduce la figura
del Motore Immobile.
Phys., 241b 20-242b 5 (vedi manuale pagina 124).
1   [241b] E' necessario che tutto ci che si muove sia mosso da
qualcosa; difatti se non ha in s il principio del movimento, 
evidente che  mosso da altro, poich un altro sar il motore; se
invece l'ha in s, si prenda AB, che si muova per se stesso, ma
non perch si muova una delle sue parti. Per prima cosa dunque il
supporre che AB sia mosso da se stesso perch  mosso tutto intero
e da nulla di esterno  lo stesso che se si negasse, qualora KL
muovesse LM e fosse esso stesso mosso, che KM sia mosso da
qualcosa perch non risulta evidente quale  il motore e quale il
mosso. Inoltre ci che non  mosso da qualcosa non  necessario
che cessi di esser mosso perch un'altra cosa  in quiete; [242a]
ma se una cosa  in quiete perch un'altra ha cessato di esser
mossa,  necessario che essa sia mossa da qualcosa.
2   Infatti, ammesso questo, tutto ci che si muove risulter
mosso da qualcosa; difatti, poich si  supposto AB mosso, 
necessario che esso sia divisibile, poich tutto ci che si muove
 divisibile. Lo si divida in C: orbene, se CB non  mosso, AB non
sar mosso, poich se fosse mosso,  chiaro che AC sarebbe mosso
mentre BC starebbe in quiete; sicch AB non risulter mosso per se
stesso e primieramente. Ma si supponeva che si muovesse per se
stesso e primieramente; di qui la necessit che, qualora CB non
sia mosso, AB stia in quiete. D'altra parte ci che  in riposo
perch qualche cosa non si muove,  stato riconosciuto che  mosso
da qualche cosa. D'altra parte  stato ammesso che ci che  in
quiete, perch qualcosa non si muove,  mosso da qualcosa; sicch
 necessario che tutto ci che si muove, sia mosso da qualcosa;
difatti ci che si muove sar sempre divisibile, e, qualora la
parte non sia mossa,  necessario che anche l'intero resti in
quiete.
3   Ma, poich  necessario che tutto ci che si muove sia mosso
da qualcosa, se una cosa  mossa di movimento locale da un'altra
che a sua volta sia mossa, e il motore a sua volta  mosso da un
altro anch'esso mosso e questo da un altro, e cos di seguito, 
necessario che vi sia un primo motore e che non si proceda
all'infinito. Si ammetta infatti che non sia cos, ma che il
procedimento divenga infinito. Sia A mosso da B, B da C, C da D e
sempre il contiguo dal contiguo. Poich si suppone che il motore
muova perch mosso,  necessario che il movimento del mosso e
quello del motore avvengano contemporaneamente; infatti
contemporaneamente il movente muove e il mosso vien mosso. E'
evidente che sar contemporaneo il movimento di A, di B, di C e di
ciascuno dei motori e dei mossi. Si prenda ora il movimento di
ciascuno e sia E quello di A, F quello di B, G e H quelli di C e
D; difatti se ciascuno  mosso sempre da ciascuno, tuttavia si
potr nondimeno prendere il movimento di ciascuno come uno
numericamente; poich ogni movimento procede da un termine ad un
altro e non  infinito nelle estremit. Dico pertanto che  uno
numericamente un movimento che si effettua da ci che  identico
in ci che  identico numericamente nel tempo identico
numericamente. Un movimento infatti pu essere identico per
genere, per specie e per numero:  identico per genere quello che
appartiene alla medesima categoria, ad esempio, di sostanza o di
qualit; per specie quello che va dall'identico per la specie
all'identico per la specie, ad esempio, dal bianco al nero o dal
buono al cattivo, qualora non sia differente per la specie; per
numero quello che va da ci che  uno per il numero a ci che 
uno per il numero nel medesimo tempo, ad esempio, da questo bianco
a quel nero oppure da questo luogo a quel luogo in questo tempo;
difatti se fosse in un altro tempo, il movimento non sarebbe pi
uno per numero, bens per specie

 (Aristotele, La Fisica, Loffredo, Napoli, 1967, pagine 179-181).

